Reportage inaugurazione

Questo reportage è stato realizzato all'inaugurazione di un ristorante, per conto di un'agenzia pubblicitaria. La post-produzione è ridotta al minimo: il committente ha richiesto file originali per una successiva lavorazione. Le foto sono state scattate in luce naturale con apparecchi compatti: era richiesta una certa discrezione e si voleva rendere l'atmosfera reale.

Davanti alla facciata dell'edificio c'è un albero, come si vede qui accanto. L'immagine frontale che apre la galleria (in basso) è stata realizzata con un montaggio di diverse fotografie, scattate con un grandangolo a distanza ravvicinata.
Qui sotto una parte della serie che compone il definitivo. Il montaggio è stato eseguito con photoshop.

Qui di seguito una galleria di immagini di esterni, interni vuoti e popolati, dettagli, cucina e momenti topici della serata.

Diario di Meneghello bambino

Committente: Comune di Malo, Istituzione Culturale Villa Clementi.

Una riproduzione stampata, realizzata a partire da scansioni di qualità non professionale, del diario di Meneghello del 1928. Le 30 pagine hanno dovuto subire forti modifiche cromatiche, a causa della correzione automatica che aveva saturato l’originale fornito. È stato inoltre aggiunto il refilo con tecniche di fotoritocco, mantenendo texture e segni (Meneghello bambino scriveva fin sul bordo...).

Quello qui a destra è un file originale (la scansione di partenza) di una doppia pagina. Solo a lavoro quasi ultimato si è scoperto, da una fotografia dell'originale rinvenuta per caso, che le pagine non erano invecchiate e arrugginite, ma che il loro aspetto era stato determinato dalla scansione automatizzata. Le tonalità delicate dei tratti, molti a matita, sono andate perse. Si è comunque deciso di mantenere un tratto più deciso rispetto all’originale al fine di facilitare la lettura; il taccuino stampato infatti, con l’aggiunta di pagine bianche, è destinato ad alunni di scuola primaria.

Qui sotto, due pagine pronte per stampa che evidenziano il lavoro tecnico eseguito.

Immagini pubblicate a titolo di illustrazione del lavoro grafico eseguito. 
Il copyright dell’opera è di Fondazione Maria Corti e i diritti riservati sono trattati da Agenzia Letteraria Internazionale, Milano.

via crucis

Un progetto aperto, che prosegue da diversi anni. Mi affascinano la diffusione, l’uso e l'abuso della nostra simbologia religiosa, e con nostra intendo geograficamente e politicamente; la cristianità europea insomma, e più specificamente latina. È immagine fotografica: reinterpretazione, opportunità o perfino ironia sono dovuti semplicemente all'onnipresenza del simbolo, visto anche dove non c'è perché, credenti o meno, abbiamo avuto questa educazione, questo imprinting.

La croce è la croce, se ne interessa anche – forse soprattutto? – chi non la vuole, l'indifferenza è impossibile. Simbolo di sofferenza, la sofferenza degli altri: la sofferenza di qualcuno al quale va eterna gratitudine insieme al sorprendente, incrollabile rifiuto di imparare la lezione, con un ingombrante egoismo che troppo spesso rifiuta il più piccolo sacrificio per l'altro sconosciuto. 

Un inno, quindi, al simbolo e alle sue eventuali défaillance, con un punto fermo: è ovunque, e ovunque ci potrebbe raccontare la sua storia. L’abitudine, l’onnipresenza ne fanno oggetto invisibile, paesaggio o forse ripetizione subliminale. Io lo vedo se mi offre un’opportunità fotografica, l’interpretazione è successiva; ma rimane il fatto che è simbolo, passerei oltre se fosse semplice oggetto privo di significati. Mi interrogo su questa curiosità: l’oggetto, l’immagine che ne deriva e i motivi della mia attenzione. Forse creo allegorie o, meglio, ritorno allegorie a ciò che è diventato simbolo. Il fine evidentemente non è religioso, ma è di certo cristiano per cultura.

Un passo indietro nella giusta direzione, ciò a cui alludo. Una rivalutazione di valori cristiani, fondanti per quanto ci riguarda, ancora forti nel popolo silenzioso. Chi grida spesso difende un simbolo a prescindere dal suo significato; ecco quindi una piccola dimostrazione fotografica di come un simbolo possa essere decontestualizzato o reinterpretato senza perdere senso. Anzi, magari rinforzandone il significato allegorico.